Percorsi di supporto nel processo di adattamento alla nuova condizione di "malattia", prima, durante o dopo le cure mediche.
Quando una malattia si presenta nella vita di una persona, la qualità di vita del malato ed inevitabilmente quella di tutto il suo contesto familiare, viene stravolta.
Essa infatti, non ha quasi mai solo effetti sul piano della salute fisica, ma ha spesso ripercussioni anche sugli equilibri interni, sulle relazioni affettive, sui ritmi quotidiani e sulla progettualità.
Si tratta di una vera e propria sfida che il malato e i suoi familiari devono affrontare, per riuscire a trovare il miglior modo possibile per adattarsi alla nuova condizione.
In queste situazioni, è difficile avere la lucidità e la stabilità emotiva per sfruttare le risorse già presenti nella persona e nel suo contesto, e per crearne di nuove.
La famiglia stessa, ad esempio, può rappresentare un sostegno durante le terapie, ma può anche involontariamente rappresentare un ostacolo al miglior adattamento possibile, diventando fonte di ulteriore malessere.
Inoltre, vi sono studi che permettono di credere che il modo in cui una persona malata affronta l’esperienza di malattia, abbia un impatto diretto sul processo di cura e sulla malattia stessa.
Il paziente e/o il suo familiare possono chiedere aiuto per:
recuperare una progettualità perduta o scombussolata per non sentire di subire passivamente le cure, ma assumendo un ruolo attivo nel percorso,
concedersi uno spazio per esprimere liberamente pensieri, emozioni e paure dando loro sfogo e trovandone un contenimento,
trovare dei modi costruttivi per aprire al dialogo e al confronto con parenti e amici,
avere supporto ed ascolto nella gestione di difficoltà anche pratiche incontrate sia nell’essere malato, sia nell’assistere un malato (es. conseguenze economiche, lavorative, di gestione familiare, di svolgimento delle attività quotidiane, di progettualità ecc).
Non dare un senso vitale alla malattia, anche se sembra quasi un paradosso,
significa perdere la possibilità che il corpo ci ha dato di essere diversi da ciò che siamo.
Gabriella Pravettoni