Supporto a persone che si trovano a vivere situazioni di disagio emotivo e relazionale attraverso l'approccio sistemico relazionale.
a differenza di molti altri approcci terapeutici, non considera l’individuo come “contenitore” della patologia e della sofferenza psicologica. Dà, al contrario, peso al contesto relazionale in cui la sofferenza, la patologia o i comportamenti problematici emergono, primo tra tutti il contesto famiglia.
Secondo questo approccio perciò, ogni problema portato dalla persona assume un senso e una logica entro il contesto in cui è insorto.
Per trovare questo senso, con l’approccio sistemico relazionale viene privilegiato il porsi domande rispetto al dare risposte, accompagnando così la persona che chiede aiuto a connettere le cose e le persone, gli eventi e i significati, liberandosi dalla rigida visione di sé e della realtà che lo circonda che ha portato alla sofferenza per cui viene a chiedere aiuto.
L’obiettivo è quello di espandere e approfondire la propria sensibilità e la possibilità di esperire e vedere gli eventi e le storie che ci riguardano in una prospettiva più ampia, liberandoci da una sua storia diventata ingombrante e fonte di sofferenza, per entrare in una nuova storia che offra maggiore libertà, autonomia e benessere.
Si va al di là della “diagnosi”, puntando ai punti di forza e alle risorse dell’individuo e del suo ambiente significativo.
L’idea è che ciascuno fa sempre il meglio che può nelle circostanze in cui si trova e ognuno ha in sé le potenzialità sufficienti per progredire da solo.
Il terapeuta non è, infatti, un esperto che detiene il potere/sapere poiché il massimo esperto della propria storia è sempre il cliente stesso. Il terapeuta è lì per ridare alle persone il desiderio di prendersi cura di sé.
Parafrasando Pirandello, i clienti in terapia sono come personaggi in cerca di autore.
Con il terapeuta potranno cercare il modo di entrare in un nuovo copione.
In una nuova storia.